Caro San Valentino

Caro San Valentino,

eccoci di nuovo, io e te…parliamone un attimo…morto Martire decapitato.

Letteralmente hai perso la testa per amore? Il buon vecchio Bucowski lo ha sempre detto “la testa si deve perdere in due, altimenti e’ un’esecuzione” quindi mi chiedo, eri innamorato solo tu?

Allora dovresti essere anche tu nel gruppo di quelli che ti odiano. Tutte le persone lasciate, innamorate e non corrisposte, non innamorate e tristi, non piu’ innamorate. Tutti quelli che pensano che ci sia un complotto fra le canzoni d’amore di Sanremo, gli scrittori dei bigliettini dei baci Perugina, i fiori, i cioccolatini, il color rosso e gli innamorati nei film che riescono a dirsi le frasi strappacuore senza ridere, e le pensano davvero,  che fanno sesso ogni minuto, sono sempre pettinati e non hanno l’alito del mattino.

I confusi che sono indecisi se rendere felice la compagna o l’amante e finiscono al bar con l’amico. E poi tutti gli innamorati che ti odiano lo stesso per principio: ”perche’ festeggiare un giorno quando posso dimostrarle il mio amore tutti gli altri 364 giorni dell’anno?”

Ecco e’ a voi che mi rivolgo, innamorati dei 364 altri giorni dell’anno. Ma sara’ poi vero? Ma cazzo vi costa regalare un mazzetto di fiori e una scatola di cioccolatini? Potete anche scegliere quelli a forma di conchiglia, e chi se ne frega? Perche’ sapete una cosa? Di solito vi dimenticate anche negli altri 364 giorni di dire una cosa carina, di fare un regalino, di dire “ehi, ti amo!” quindi smettetela di imprecare contro sto povere Valentino senza testa e spendete sti cazzo di 10 euro, scrivete due righe su un bigliettino, anche giallo se vi piace di piu’ e tirate fuori un po’ di romanticismo che poi la partita ve la facciamo vedere lo stesso.

E tu caro San Valentino, datti da fare che sinceramente Eros di Pollon si sbatteva di piu’.

eros

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3 risposte a Caro San Valentino

  1. wwayne ha detto:

    Il tuo post mi ha ricordato un aneddoto che raccontava spesso mia nonna.
    Lei diceva che da bambina aspettava tutto l’anno che arrivasse il Natale, perché sapeva che per quella festa le sarebbe stato regalato un cioccolatino. Allora quel minuscolo pezzo di cioccolata era un lusso inimmaginabile, che ci si poteva permettere appunto soltanto una volta l’anno. Adesso invece, diceva mia nonna, se ho voglia di un po’ di cioccolata vado al supermercato e me ne compro una stecca larga così e spessa così per un euro e spiccioli.
    Mia nonna ci faceva questo paragone per farci capire che adesso ogni giorno é festa, ogni giorno é Natale, perché ora possiamo permetterci di fare tutti i giorni delle cose che soltanto pochi anni fa erano delle comodità inaccessibili. E quindi finiamo per darle per scontate, non le apprezziamo nella giusta misura e non siamo mai contenti. Sei d’accordo?

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