Shanghai: Pensavo fosse amore

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Sento aria di primavera quando c’e’ un grado sopra lo zero, figuriamoci quando ce ne sono quindici, il cielo e’ azzurr…emh…il cielo e’ bluastr…emh, va be’, il cielo c’e’, le Superga azzurre (yeah!!) pure, cuffie nelle orecchie e la citta’ oggi e’ mia.

Ho uno strano rapporto con questa citta’. All’inizio mi ha affascinata con le sue molteplici sfaccettature:

  • La sua immensita’ e il suo eterno controsenso fra la modernita’ dei grattacieli e la decadenza delle strade vecchie; nella stessa via puoi trovare un mega mall extra lusso pieno di marche inavvicinabili e una serie di case che cadono a pezzi con la biancheria stesa fra due alberi e le persone che preferiscono mangiare sui marciapiedi che all’interno.

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  • Il cibo asiatico squisito con la sua mai stancante varieta’ di verdure, profumi, colori e sapori che la rende decisamente una delle mie cucine preferite; i ravioli cinesi, il curry verde tailandese, i ramen giapponesi (zuppe di noodles e verdure o carne), gli involtini freschi vietnamiti tuffati nella salsa agrodolce,….

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  • La facilita’ con cui ci si sposta fra metropolitana super moderna con le sue 13 linee che ti portano facilmente in qualsiasi anfratto della citta’ e i taxi che per quanto sporchi e pericolosi sono economici e abbondanti.
  • I parchi cittadini, un’oasi di verde, fiori e laghetti dove le persone passeggiano, danzano, fanno tai chi o semplicemente chiacchierano sulle panchine.

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  • La muticulturalita’ che ti permette di conoscere persone di ogni parte del mondo e crea legami improbabili, estremamente divertenti e nonostante le profonde differenze culturali mi ha regalato delle amiche meravigliose.

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  • I massaggi ai piedi, e non aggiungo altro.
  • La vita notturna che accende la citta’ di mille luci e coi i suoi 58.750 ristoranti e gli innumerevoli clubs la rende una delle metropoli piu’ divertenti al mondo.

Poi c’e’ il retro della medaglia, il lato B di Shanghai: l’infinito elenco di cose che all’inizio si tollerano e poi ti si stringono intorno alla gola impedendoti di respirare.

  • L’inquinamento che toglie la luminosita’ al sole e l’allegria dal cuore, che ti fa andare in giro con la maschera sotto un cielo plumbeo e polveroso che neanche in Interstellar sono riusciti a farlo simile, le giornate passate in casa con i purificatori d’aria accesi e le bambine che non possono uscire, la tosse continua.

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  • Lo sputo e la pulizia degli sfinteri. Si perche’ chi non e’ mai stato qui non puo’ capire ma i cinesi sono peggio dei lama. Che siano uomini o donne, ricchi o poveri, qui si sputa alla grande. Ma non è uno sputo normale quello di cui parlo, e’ un terremoto che sconquassa le viscere del malcapitato, un bisogno fisico impellente al quale non possono sottrarsi, iniziano a tossire e a contorcersi come un gatto con la palla di pelo in gola, poi arriva il rumore tipico del risucchio che a volte ricorda quello della moka del caffe’ tanto e’ gutturale e profondo, e alla fine per la felicita’ del passante di turno, scatarrano degli slimer gialli/verdognoli. Ma quando dico ovunque, intendo ovunque. Al supermercato, in ascensore, in metropolitana, in aereo, al cinema. Per non parlare di quando passeggi allegramente sul marciapiede e quello di fronte a te si tappa una narice con la mano e soffia fuori dall’altra tutto il muco che aveva accumulato nelle cavita’ nasali dall’adolescenza, un Francesco Totti cinese che pero’ non sta giocando a calcio ma camminando, sfortuna vuole, di fianco a me…tanta roba. L’immancabile vicino di metropolitana che si taglia le unghie con il tronchesino lanciandotele addosso ad ogni tranciata. Per ultimo, ma non in ordine di classifica del disgusto, vorrei citare la categoria a me piu’ cara, i taxisti, che con l’unghia del mignolo lasciata crescere a dovere si puliscono a fondo le orecchie e il naso e poi ti passano il resto.
  • Il terrore della contaminazione alimentare. Vivendo qui se ne sentono di tutti i colori, non bere il latte cinese, la frutta e la verdura sono piene di pesticidi quindi bisogna comprare quella importata che sa di plastica e costa come l’oro, per non parlare della carne che arriva dall’Australia congelata e sottovuoto e per averla devi barattarla con un rene, perche’ quella cinese e’ inquinata, chissa’ cosa mangiano le mucche, i polli sono tutti dopati peggio di Ben Johnson, i maiali muoiono di un virus sconosciuto e le carcasse (piu’ di seimila) sono state gettate nel fiume di Shanghai (e dove se no?) e via di questo passo.
  • Il fake, mioddio il fake mi sta davvero angosciando. I mercati dove tutto e’ copiato e finto, niente di originale. Ma non parlo solo delle borse di Prada o delle felpe della Abercrombie, tutto quello che si compra e che si vede e’ finto. La citta’ vecchia con i suoi meravigliosi giardini Yu e il ponte dei nove tornanti e’ diventato un mercato per turisti dove tutti cercano di venderti porcherie di plastica, ventagli prodotti in catena di montaggio e sciarpe di finta seta. Datemi qualcosa di originale perdio, che abbia un minimo di storia e un filo di anima e ve ne saro’ riconoscente per l’eternita’….
  • Il clima non aiuta, l’estate e’ calda umida e piovosa. Ci sono delle giornate in cui fa cosi’ caldo e il tasso di umidita’ e’ cosi’ alto che appena esci dal palazzo l’ascella gronda, la faccia diventa una maschera lucida e i capelli…oddio, non riesco neanche a spiegare cosa succede ai miei capelli…trascino i piedi in questo stato viscido e molliccio, mi sento una lumaca stanca che cerca di raggiungere l’erba, e poi passano loro, le bellissime donne cinesi che non sudano, sono super coperte dalla testa ai piedi per non prendere il sole e mantenere la pelle bianca e luminosa, e i capelli lunghi lucidi e neri dritti come spaghetti. In queste giornate mi sento proprio un raviolo al vapore…ma poi arriva l’inverno e fa un cazzo di freddo e non c’e’ il riscaldamento, l’inquinamento sale alle stelle e ti chiedi perche’ mai dovresti vivere ancora in questa citta’ demmerda (Cit.)china-shanghai-pollution-feb8-2015

Cara Shanghai, mi sono divertita con te, mi hai decisamente mostrato il meglio e il peggio di te e mi hai radicalmente cambiata, e per questo ti ringrazio, ti ho vissuta intensamente e ho cercato di spogliarti e scoprirti ma non mi hai mai mostrato la tua anima e per un attimo ho pensato fosse davvero amore, invece….

 

 

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