Shanghai: Matt Damon sbarca in Cina

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Oggi e’ successa una cosa bizzarra.

Stavo passeggiando per il Fuxing Park di Shanghai, quando dal cielo e’ sceso un UFO.

La navicella spaziale e’ atterrata di fronte a me e ne e’ sceso un marziano. Era stranamente alto e piacente, assomigliava in tutto e per tutto a Matt Damon (ragazzi il clima si scalda e io sento la primavera, l’omino verde non lo affrontavo…)

Matt ha tolto il casco e mi ha sorriso. Lo ammetto, ero impreparata. Sono rimansta un attimo stravolta dalla quantita’ impressionante di denti bianchi e smaglianti che aveva in bocca.

“Hey tu piacente marziano (che per praticita’ chiamero’ per tutto l’articolo Matt), cosa ci fai nel Fuxing Park?”

“Hey tu bella gnocca umana (buongustaio), sono venuto a vedere se questo pianeta e’ adatto alla vita marziana, vorremmo trasferirci qui, le tempeste di sabbia rossa ci hanno rotto i maroni. Ti va di accompagnarmi in giro e spiegarmi i vostri usi e costumi?”

“Con piacere Matt, ma entro le 3 che le bambine escono da scuola (nei film non hanno mai le bambine che escono da scuola…)”

Cosi’ io e Matt partiamo alla scoperta del parco, di Shanghai, della Cina, del mondo.

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Selfie con Matt

Giriamo l’angolo e pronti via incrociamo i soliti ottuagenari che camminano all’indietro come una versione geriatrica di Michael Jackson. Matt non sorride, ha quello sguardo basito che avevo io appena arrivata, e gli spiego che no, non sono rincoglioniti e non hanno le anche montate al contrario, per la medicina cinese il moonwalk allevia il mal di schiena e aumenta le funzioni renali. Per la credenza popolare inoltre camminare all’indietro permette di invertire i peccati commessi nel passato. Pensate che meraviglia se avessero scoperto che camminare all’indietro apre una porta spazio-temporale dove no, non vi e’ consentito porre rimedio alla cazzata commessa, ma vi cancella il senso di colpa e vi alleggerisce il cuore. Non piu’ “ma se”. Tanta roba.

Il nonnetto sdentato si ferma e inizia ad auto-colpirsi, prima si picchietta il cranio e tamburella dietro le orecchie, poi se le copre con il palmo come un bambino che non vuole ascoltare la mamma, poi rotazioni del busto con le braccia ciondolanti che colpiscono come degli schiaffi la schiena e lo sterno. Per arrivare ai pugni finali sui reni e sul  lato delle gambe dal sedere alle caviglie. Matt sta per intervenire, non ha mai visto uno picchiarsi da solo, pensa sia demenza senile e vorrebbe aiutare (i marziani oltre a tanti denti, hanno un gran cuore) invece gli spiego che serve per la circolazione, per alleviare i dolori e placare la rabbia. Matt sorride, evviva.

Continuiamo la passeggiata e incontriamo alcune donne completamente coperte, guanti lunghi, cappello, occhiali da sole,  viso e collo avvolti da un gigantesco foulard. Matt e’ di colpo spaventato, ha sentito al telegiornale intergalattico che tutti quelli che si coprono il volto sono cattivi, rubano in banca, mettono bombe, tirano sassi dal cavalcavia o bombe carta allo stadio.

“Ma no” gli spiego, “ sono solo terrorizzate dal sole!”.

Le donne cinesi vogliono la pelle bianca e liscia, il sole fa male, fa venire le rughe e ORRORE!!!  fa abbronzare. Gli faccio notare che altre donne invece di andare in giro conciate come La Mummia 2 il ritorno, preferiscono coprirsi con gli obrellini, rigorosamente di pizzo e glitter, brillantini, pietruzze varie.

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Matt sorride rasserenato, vacca quanti denti.

Lasciamo la French Concession, piena di platani e meravigliose case in stile Art Deco e fermo un taxi per portarlo a passeggiare sul Bund. Per  un momento temo di perderlo, lo vedo fissare il taxista che sfoggia il suo meraviglioso sorriso sdentato e gli dice :

“Zài nàlǐ? (dove andiamo?)” mentre si gratta le orecchie con l’unghia del mignolo lunga come la muraglia cinese e ingiallita da anni di ravanamenti degli orifizi.

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Matt fissa le mie unghie. Toglie gli occhiali e ricontrolla meglio. Gli spiego che alcune persone usano i cotton fioc e il fazzoletto  e talvolta si scaccolano, ma in privato. Perche’ i cinesi hanno ragione, soffiarsi il naso delle volte non basta.

“No Matt, le unghie di solito si puliscono e si tagliano nell’intimita’ del proprio bagno, non tutti si portano il tronchesino in taxi, metropolitana, al supermercato o dove capita.”

Rischiando la vita quattordici volte, investendo tre pedoni e sette scooter elettrici arriviamo a destinazione. Matt guarda perplesso il cielo e mi chiede:

“Avete anche voi le tempeste di sabbia rossa?”

“No Matt, questo e’ inquinamento. Noi ci divertiamo ad avvelenare l’aria che respiriamo, il cibo che mangiamo e l’acqua che beviamo per avere piu’ soldi”

“E che ci fate con i soldi?”

“Andiamo in vacanza dove non e’ inquinato”

“non capisco…”

“Neanche io Matt…non pensarci. Fanno tutti finta di niente, non preoccuparti proprio tu che sei di Marte”.

La gente ci si stringe addosso. Vogliono tutti un selfie con il piacente marziano. Una signora con una mossa abile e rapida lancia  il suo bambino di nove mesi, urlante e smoccoloso in braccio a Matt per fare una bella foto ricordo ai denti marziani (da queste parti non ne hanno mai visti di cosi’ bianchi). Matt e’ un marziano gentile ed educato, sorride cercando di non fare cadere il pargolo che si dibatte come un’anguilla. Per non farlo scivolare gli pianta una mano sotto le ascelle e con l’altra gli sorregge il culetto paffuto. Il piccolo e’ agitato e infelice, non gliene frega una mazza dei selfie, vuole solo tornare dalla mamma, diventa rosso e dimostra tutto il suo disappunto emettendo un sonoro  “squaccckkk” e riempiendo la mano dell’ignaro marziano di merda. Si perche’ qui non si usano i pannolini, i bambini trotterellano allegramente per la citta’ con dei pantaloni aperti sul sederino in modo da defecare liberamente ovunque al momento del bisogno, senza spendere soldi in inutili pannolini e liberando l’umanita’ dal problema dello smaltimento dei rifiuti non smaltibili.

culo

Mi scuso, lo accompagno in un ristorante dove puo’ lavarsi le mani e mangiare qualcosa.

Il cameriere gli porta subito un bel bicchiere di acqua bollente. Forse Matt preferirebbe una bella birra ghiacciata ma a questo punto non oso ordinarla, probabilmente me la porterebbero a temperatura ambiente e dopo la cacca del bambino fargli bere la birra calda che sa di pipi’ mi pare troppo. E poi l’acqua calda lo aiutera’ a digerire la faccia del maiale che ha appena ordinato.

cibo

Matt inizia ad essere confuso, non capisce se sia meglio mangiare maiale o cane, prendere il sole o no, usare il fazzoletto o l’unghia, camminare in avanti o indietro, bere acqua calda o ghiacciata, avere gli occhi a mandorla o rotondi, essere biondo o moro, essere gay o etero.  Lo vedo confuso.

Cerco di spiegargli che in tutto il mondo ci sono culture, usanze, cibi, religioni diverse ma che sostanzialmente siamo tutti uguali. Non esiste il giusto o lo sbagliato ma quello a cui sei abituato.

Lui mi rivolge l’ennesimo sorriso, vacillo. Voglio convincerlo a trasferirsi da noi, il mondo e’ un bel posto, ti vogliamo gia’  un sacco di bene bel marzianotto, potremmo sbiancarci tutti i denti per farti sentire a tuo agio. Mi sento fiduciosa.

Poi succede l’inevitabile. Passa un occidentale con i risvoltini e i mocassini senza calze seguito a ruota da un cinese con i calzini corti velati che vanno tanto di moda qui.

calze

Questo e’ troppo anche per lui.

Se ne va. Senza sorridere.

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