Shanghai: Plastica, Placenta O Maschera?

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Fra la documentazione necessaria per ottenere il Visto ad Hong Kong,  ci sono anche le orride fototessera, quelle in cui devi essere di fronte, non ridere, avere la fronte scoperta da capelli, indossare gli occhiali se li porti, ma gli stessi non devono essere troppo grandi e far vedere gli occhi. Alla fine tutta la famiglia ne e’ uscita con la stessa espressione demmerda (Cit.), sorriso che ti scappa ma non osi, occhio sbarrato come avessimo visto un fantasma e incarnato giallastro da ammalati, perche’ qui in Cina piace la pelle bianca e schiariscono le foto. Il risultato dello sbiancamento su una pelle gia’ bianca e’ agghiacciante.

La signorina gentilmente mi fa scegliere sullo schermo quali dei 30 scatti uguali preferisco. Punto il dito a casaccio e aspetto impaziente la stampa delle orride. Invece lei si accomoda sul trespolo di fronte al computer ed inizia a “photoshoppare” i visi perfetti delle mie bambine. Io mi chiedo, passino le mie rughe da quarantenne, ma cosa correggi nel faccino sorridente (si loro hanno sorriso nonostante  avessi chiesto di stare serie e ferme con gli occhi sbarrati, a loro proprio l’espressione allucinata non viene), senza rughe e perfettamente rotondo di una ottenne e di una quattrenne?

A mio marito aggiungono due centrimetri di spalla perche’ le ha un poco cadenti, a me stirano la faccia neanche fossi appena stata dal chirurgo plastico e alle bimbe tagliano i capelli volanti che escono dalle forcine di Hello Kitty.

Questa mania del ritocco, della estrema magrezza, della pelle bianco latte, della chirurgia estetica in Asia e’ assolutamente infastidente.

La mia amica importa illegalmente dal Giappone delle provette contenenti placenta umana, che si fa iniettare dall’infermiera di fiducia, per ritardare l’invecchiamento cellulare.

Un’altra e’ volata a Seoul a farsi sollevare le palpebre perche’:

“si sa, i chirurghi plastici coreani sono decisamente i migliori” (#sapevatelo).

Cosi’ presa dall’entusiasmo estetico diffuso, ho deciso di mollare la Nivea soft, passare ad una crema antirugh20160302_212722e ma soprattutto di iniziare ad utilizzare le maschere per il viso, ovviamente coreane perche’:

“tutte le importiamo dalla Corea, si sa che sono le migliori” (#sapevatelo).

Dopo quella depurante al cetriolo, quella distendente alla rosa e quella rigenerante al melograno, adesso vado matta per quella al caviale nero (non noto nessuna differenza fra il cetriolo e il caviale, ma fa molto piu’ figo), perche’:

“si sa, il caviale nero ti ringiovanisce la pelle quasi come uno shot di placenta umana” (#sapevatelo).

 

L’unica noia e’ che bisogna tenerle sul viso per 20 minuti e dovendolo fare un giorno si e uno no, la cosa diventa impegnativa. Si puo’ sempre risparmiare tempo indossandole in metropolitana, non so come mai non ci avevo pensato da sola!!

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