HONG KONG: MAURA vs TIFONE  0 – 1

Dopo giorni passati a disfare scatoloni, rilavare piatti impolverati, ristirare vestiti orribilmente increspati, comprare tonnellate di cibo per riempire il frigo vuoto e rifocillare la dispensa, coccolare e rassicurare il cane dopo il viaggio in solitaria Shanghai – Hong Kong, oggi e’ finalmente ricominciata la scuola.

Divise nuove, naso schiacciato sul vetro dello scuolabus, sorrisi nervosi e occhi pieni di aspettative…ammetto che due lacrime le ho versate…

Sono rientrata a casa, ho lavato i piatti della colazione e mi sono girata verso la montagna di scatoloni che ancora mi mancano da sistemare. Il primo pensiero e’ stato:

“oggi che sono sola li faccio fuori tutti e pulisco pure la casa”

Il secondo:

”fanculo la casa, vado finalmente a farmi un giro in citta’”

Cosi’ per unire l’utile al dilettevole prendo una bolletta da pagare in un qualsiasi 7 Eleven e l’elenco delle cose che mancano e che solo all’Ikea posso trovare!!

Hong Kong sei mia!!

La prima differenza che noto fra Shanghai ed Hong Kong e’ che, uscendo dall’ascensore non c’e’ l’inquietante cartello con i livelli dell’inquinamento odierno. Per l’esattezza i livelli delle PM2.5, controllati fino allo sfinimento dagli expat.  Hazardous!!

“oddio siamo a 205! Metti la mascherina e non fare attivita’ fisica mi raccomando!”

Come se a 199 si potesse correre la maratona di Shanghai senza farsi venire la pleurite…

Ad Hong Kong invece, fuori dall’ascensore trovo i livelli di allerta tifone. Lo guardo perplessa, in effetti c’e’ un bel vento…

I livelli di tifone e piogge tropicali mi lasciano basita! Per ogni tipo di calamita’ naturale c’e’ consigliato cosa fare: stare a casa, non prendere i tram, non portare i bambini a scuola, rimuovere tutti gli oggetti dal balcone, sigillare le finestre con lo scotch da pacco, stare in casa ed ascoltare la radio in caso l’allerta tifone aumenti di grado.

L’elenco e’ interminabile:

Black rainstorm, Red rainstorm, Amber rainstorm, Typhoon 1, Typhoon 3, Typhoon 8 and above…sticazz!!

Ma niente puo’ fermarmi, sono determinata, sono Marco Polo, sono il Gabbiano Jonathan Livingston, sono Discovery Channel, sono la Lonely Planet.

Be Happy

Be Positive

Prendo lo shuttle bus che mi porta dal mio compound situato a sud dell’isola fino a Wan Chai in centro citta’. Il viaggio e’ molto piacevole, costeggiamo il mare, ci inerpichiamo per la montagna verde e rigogliosa, entriamo in questa meravigliosa caotica citta’. C’e’ pure un bel gnocco sul pulmino con me, maglia nera attillata, bel bicipite, sorriso smagliante, ah che bello non essere piu’ in Cina.

Il vento e’ decisamente aumentato ma rende questa calura umidiccia piu’ sopportabile, direi clima perfetto per la prima camminata hongkonghina. Decido di lasciare perdere per oggi la guida e di passeggiare a caso per le vie di Wan Chai (la zona del centro un po’ piu’ “cinese” e spaziosa, ricca di cultura e tradizioni)  in direzione Causeway Bay (zona piu’ moderna, piena di gente, uffici e meravigliosi negozi).

Giro l’angolo e cosi’ di colpo, piove. Ma piove piove, una super doccia di abbondante acqua calda. Quella pioggia che scende dappertutto uguale, come nei film americani sul Vietnam…ci sara’ un motivo se quest’isola e’ cosi’ rigogliosamente verde. Mi riparo sotto la tettoia di un tempio, respiro l’incenso, ammiro le statuine, aspetto paziente che passi.

Be Happy

Be Positive

Lo scroscio dura 10 minuti ma ha lasciato tutte le strade allagate. Riprendo la mia passeggiata un po’ meno allegra, le ballerine non sono la scarpa giusta per camminare sulle acque e io non sono Gesu’.

Osservo i negozi che vendono pesce sotto sale e vari tipi di frutta disidratata, ascolto il suono della lingua locale, cosi’ diverso dal Mandarino a cui mi ero abituata. E poi piove.

Stavolta sono allo scoperto, ma vedo a 50 metri un 7 eleven, nonostante le ballerine lo raggiungo alla velocita’ di Usain Bolt, ma quando finalmente entro, sono fradicia, sembro piu’ una di quelle del nuoto sincronizzato che Bolt. Anzi sembro Aldo Giovanni e Giacomo che fanno quelle del nuoto sincronizzato.

Mi intrufolo nel negozio sgocciolante, mi ricordo che devo pagare la bolletta, lo faccio e ci aggiungo un ombrello, magari aiuta.

Be Happy

Be Positive

Esco, cammino cammino e cammino. Le ballerine ad ogni passo emettono uno “squack” come se avessi dentro un fischietto. In piu’ bagnate, oltre ad essere terribilmente fastidiose, mi hanno fatto venire le fiacche ai piedi. Abbasso la parte posteriore sotto al tallone, adesso cammino davvero come una papera che fa squack, mi sento molto cinese. Decido di ripararmi all’Ikea, comprare le due cose che mi mancano e provare a rientrare con i famigerati mezzi pubblici di Hong Kong. Mi faccio “stranamente” prendere la mano dallo shopping e mi carico sulle spalle pure il sacchettone appesantito dai tovaglioli, appendini, scopettone del cesso e quant’altro, mannaggia a me.

Adesso e’ il momento di Google Maps, imposto la destinazione finale, con una fermata di metro e un mini green bus 16X dovrei essere a casa in 40 minuti. Evviva.

La pioggia aumenta, i piedi sanguinano, l’ombrello di rovescia con il vento, il sacchetto dell’Ikea cade. Mi sento una bionda (con tutto il rispetto per le bionde). Non sono piu’ Marco Polo, non sono piu’ la guida Lonely Planet, sono Marilyn Monroe e mi girano i maroni. Sono Marilyn Maroni.

Se lo chiamano Typhoon ci sara’ un motivo cazzo.

Il vento confonde pure il satellite GPS, mi manda un po’ a destra un po’ a sinistra, giro su me stessa come l’oca nel giro dell’oca. Una papera con le ballerine e l’ombrello ribaltato.

Cammino con il telefono sotto il naso, giro a destra a sinistra, mi arrotolo su me stessa, qualcuno si chiedera’ quanti Pokemon ho trovato. Arrivo nella via dei bus dopo 45 minuti di trottola. Chiedo molto gentilmente senza sbuffare ad un simpatico edicolante dove porca troia e’ la fermata del mini green bus 16X.

“I never heard of it…”

WHAT???? ARE YOU KIDDING???

Be Happy

Be Positive

OK, prendo un taxi. Cammino cammino cammino, lo prendo nella direzione sbagliata (il senso dell’orientamento non e’ il mio forte, decisamente bionda.) Cammino cammino cammino, attraverso la strada, trovo un taxi nella direzione giusta.

Finalmente arrivo a casa. Di frontre al mio cancello c’e’ un mini green bus 16X che mi ammicca con i fari.

Be Happy

Be Positive

Be Stemmia

Questa voce è stata pubblicata in Cina, Espatriati, expat, Hong Kong, Ikea, sono stordita, tifone. Contrassegna il permalink.

6 risposte a HONG KONG: MAURA vs TIFONE  0 – 1

  1. Marisa lupieri ha detto:

    Sei la mia Indiana Jones!

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  2. CesKoZ ha detto:

    Marilyn Maroni!

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  3. Anna ha detto:

    Wonder Mau alla riscossa!! Baci baci..che bello leggere di nuovo i tuoi racconti

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  4. Clara ha detto:

    L Ikea è come la passaporta, se trovi quella giusta arrivi a Rozzano!

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