La Pazienza delle mamme

pidocchi

Tutti dicono che la pazienza la si impari quando si diventa mamma, ed evolva con l’età del bambino.

Inizia da subito, durante le ore di tortura del travaglio. Quando ti dicono di respirare e di non contrarre la pancia, che passa, sono solo un paio di ore (o di giorni per le meno fortunate) che poi mica stai morendo, stai dando alla luce un bambino. Quindi respira, urla parolacce, pensa le peggio cose riguardo a tuo marito che ti ha fatto questo, odia l’ostetrica, spegni la luce, accendi la luce, cammina, sdraiati, manda a cagare l’infermiera con il succo di frutta, ma mi raccomando, porta pazienza.

 Le notti passate a camminate per la casa fredda e buia con il fagottino in braccio che non ne vuole sapere di dormire e magari ha pure le coliche (Santa Pazienza le coliche!)

Il libro, sempre lo stesso, letto e riletto 100 volte al giorno, con il sorriso, con le voci diverse, contando quanti fiori ci sono nella prima pagina, quante lumachine viscidose nella seconda, quanti cazzo, ops, scusate…quanti meravigliosi funghetti nella terza. Fossero almeno allucinogeni….

No. No. No. No. No. No. No. No. No. No.

Le verdure, nascoste prima nelle minestrine frullate, poi nelle polpettine fatte a forma di cuore, poi affettate a forma di fiore, poi grattuggiate con l’apposito attrezzo comprato su Amazon che mentre le affetta le riempie di brillantini, probabilmente cancerogeni, ma molto cool. Verdure sputate, imboscate nel tovagliolo, lanciate sul muro, sparse per il piatto così sembrano meno.

Perché. Perché. Perché. Perché. Perché. Perché. Perché.

Il parcogiochi e l’altalena. Ore e ore passate sotto al sole a spingere l’altalena. All’inizio sei felice, attività mamma/bambino, ti si riempiono le orecchie della sua risata e il cuore di gioia. Ma il sole si è abbassato di un grado, quello che basta per fare partire un raggio che si riflette sullo scivolo di metallo, rimbalza sulla monkey bar, trapassa le tue pupille senza occhiali da sole e si conficca direttamente nella tua corteccia cerebrale facendo partire un attacco di emicrania. Fa anche un cazzo di caldo. Inizi a sudare. Ma non si stanca mai? Alla terza ora di fila odi, ODI, ODI, l’altalena. Ma sei paziente.

Potrei andare avanti per giorni a scrivere momenti di infinita pazienza regalati alle mie bambine, ma oggi ho scoperto che una mamma non impara cosa significhi veramente LA PAZIENZA fino a che le testoline delle principesse  non vengono infestate dai pidocchi.

La mia storia con loro inizia 2 mesi fa, quando trovo il primo odioso animaletto camminare per la super folta, bionda, riccia e lunga chioma di mia figlia. Ma io sono una mamma calma, non mi faccio certo spaventare dai racconti raccapriccianti delle altre mamme, sono pragmatica, sono serena. Compro uno shampoo agli olii essenziali con cuffia e pettinino a maglie strette in metallo, tratto i capelli di entrambe le bambine, li pettino rimuovendo i pidocchi morti e le uova, cambio lenzuola e federe e vado a letto serena e tranquilla.

“Beh dai la fanno tutte cosi lunga, mica è cosi tremendo…”

Dopo una settimana ripeto il trattamento, le ragazze non si grattano più e io mi sento superiore alle media delle mamme isteriche. Tante storie per niente.

Come da programma prestabilito per l’eliminazione del pidocchio in 5 mosse, mi appresto dopo 10 giorni al  controllo della testa di Emma. Parto dalla nuca per praticità e dopo mezz’ora ho spulciato solo 1/10 della sua testolina folta, bionda, riccia e lunga e ho trovato qualcosa come 100 uova.

Niente panico, sono una mamma calma, serena, pragmatica. Porto Emma dal parrucchiere, iniziamo ad accorciare la sua folta, bionda, riccia e lunga chioma. Mi informo su internet e immergo le maglie del pettine nell’aceto riscaldato che dovrebbe sciogliere la colla con cui le uova stanno appiccicate al capello. Rilavo tutte le lenzuola e le federe a piu di 60 gradi, giusto per stare tranquilla lavo i materassi e i cuscini con la 100 gradi. Avevo decisamente sottovalutato i pidocchi, ma ora sono tranquilla, li ho sterminati di sicuro.

Passano 7 giorni. Ora del prossimo trattamento. Le teste sopidocchio2no piene di uova ed io comincio a grattarmi. Leggo, studio, mi informo, praticamente mi laureo in pediculosi. I  Pediculs Humanus, volgarmente detti pidocchi, hanno un ciclo di vita di circa 2 mesi, 8 giorni perché la lendine (volgarmente chiamata uovo) maturi e nasca la Ninfa di primo stadio, altri 7 giorni perché la ninfa cresca e raggiunga la dimensione adulta, e poi 4 settimane in cui i Pediculs Humanis festeggiano facendo orge di sangue e sesso in testa.

Si perche un esemplare adulto “si nutre di sangue che aspira pungendo il cuoio capelluto, causando così un forte prurito, durante la puntura il pidocchio secerne una sostanza che ha la proprietà di anestetizzare la cute in modo da non infastidire l’organismo ospite e limitarne quindi qualsiasi reazione avversa (astuti, nda). Il pidocchio inietta inoltre una sostanza anticoagulante che rende il sangue fluido durante la suzione che si protrae per diverse ore; la quantità succhiata è di circa 1 mg, un’enormità rispetto alla massa del parassita. Il pidocchio compie l’operazione descritta due volte al giorno e per tutta la durata della sua vita. In un mese ogni femmina, che depone circa 10 lendini al giorno, può riprodursi in una discendenza complessiva di circa 45.000 individui, che dopo due mesi arriverebbero all’impressionante cifra di 6.750.000.”

Comunque sono una mamma calma, serena, pragmatica. Dopo tutto sono un’insegnante di yoga per la madonna. Sotto trovate una mia foto, sorridente, mentre con tranquillità stermino, volevo dire rimuovo delicatamente le 6.750.000 lendini dalla testa di mia figlia.

Namastè.

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