A Cosa Servono Le Mani

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Ieri mattina ho fatto una lezione di meditazione diversa dal solito.

Ci siamo sdraiati con il blocco da yoga posizionato dietro alla schiena in modo da aprire il torace e il Chakra del cuore. Bisognava ripetere il Mantra legato a questo Chakra (YAM) continuamente e concentrare la mente sul cuore. Per chi non ha mai fatto meditazione probabilmente questo lascia perplessi, ad alcuni farà anche ridere. Ma quando ti trovi lì, segui attentamente le istruzioni della voce calda e rassicurante del Master, ti lasci cullare da questo Yammmmm continuo e ripetuto da 10 voci diverse, lasci che la vibrazione passi dalle tue labbra alla gola e giù fino al centro del tuo petto, rilassi il corpo e “lo perdi” sul tappetino, ecco allora la tua mente si svuota e davvero senti le emozioni liberarsi, il cuore aprirsi, la leggerezza arrivare. E sorridi. Sorridi per tutto il giorno a chiunque incontri per strada. Perché di colpo ti accorgi che “lasciare andare” davvero funziona, e che più sorridi più vivi.

Ieri sera ho fatto un massaggio ad una donna con il cancro al seno.

Sono stata agitata tutto il pomeriggio. Cosa fare, cosa non fare, cosa toccare,  non attivarle il sistema linfatico, quanto andare in profondità  fisica ed emotiva, sciogliere i muscoli e farle male (di nuovo) o stare leggera e rilassarla. Ma poi ci si può  rilassare in questa situazione?

Decido di portare un olio neutro, senza profumazioni forti che in questi casi possono dare fastidio o attivare ricordi. L’olfatto è un trigger incredibile per i ricordi, come la musica.

Mi apre la porta una donna sui 50 anni, capelli corti nero/grigi, arruffati, crespi,  in crescita. Tipici del post-chemio.

Ha le spalle ricurve in protezione. Del seno, del cuore, delle emozioni.

Ha degli splendidi occhi marroni luminosi, un sorriso raggiante e parla un inglese con forte accento francese che fa tenerezza. È decisamente più nervosa di me. Deve mostrare il corpo nudo ad una estranea. Mi dice imbarazzata che non riesce a sdraiarsi a pancia in giù, le fa male. Le sistemo un asciugamano sotto la pancia in modo da non schiacciare il seno.

Inizio a spalmarle l’olio e lei mi racconta che vive in Normandia ed è qui ad Hong Kong per fare un viaggio con le sue due sorelle. Un viaggio per “celebrare la vita”. Il cancro è andato, la chemio finita.

Chiudo gli occhi e lascio che la mani decidano cosa fare. Le lascio libere di andare in profondità dove credono, stare leggere, cambiare ritmo, lascio fare a loro. Perdo il senso del tempo, il massaggio dura molto di più di quello che dovrebbe. Adesso è supina, le sto massaggiando le gambe e nella penombra della stanza la vedo e mi colpisce come uno schiaffo in faccia: la cicatrice sul ginocchio. Un bel taglio da legamento crociato anteriore ricostruito.

Potrei essere io. Cazzo. Potremmo essere tutti noi. La tragedia della rottura del crociato, la tragedia del non giocare più a basket. Tutte cazzate.  Quando poco conterebbero queste cose con il cancro.

Celebrare la vita. Dovremmo farlo sempre, senza aspettare di lottare fra la vita e la morte.

Adesso le sto massaggiando il collo e le abbasso le spalle. E con un sospiro di sollievo lei le abbassa, il torace si allarga e sorride. Il Chakra del cuore. Sorride e sospira e dice, un po’ fra sé un po’ a me:

“It feels so good”

E mi sento felice. Ecco a cosa servono le mie mani. A fare sentire bene.

Sarà che anche il mio Chakra del cuore è aperto, ma mi sento tanto bene anche io.

Sono un pezzo del suo “viaggio per celebrare la vita”.

It feels so good.

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