Dolcetto o Scherzetto?

Per noi italiani Halloween non è altro che una versione mostruosa di carnevale. Ci si traveste da Vampiro invece che da Arlecchino, ci si trucca da strega invece che da principessa, si mangiano caramelle zuccherose invece che chiacchiere e frittelle, il gioco è presto fatto. Ma per la comunità americana, Halloween è una cosa seria. A parte la sera del 31 ottobre, è tutto l’eccitamento e la preparazione dei giorni prima che mi piace. Credo sia legata alla memoria dell’infanzia che ognuno si porta dentro. Per esempio, la mia festa preferita è quella dei morti. Non per la festa in sé ovviamente che un po’ triste lo è, ma per la Maura bambina. Faceva freddo una volta a novembre (ma

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Umidité

Sono nata nel cuore della pianura padana. Ho vissuto qui buona parte della mia vita. Di umidità me ne intendo parecchio. Nebbia, freddo umido nelle ossa in inverno, sensazione di appiccicaticcio e zanzare in estate. Tutto questo allenamento fatto in età giovanile però non mi ha preparata a sufficienza per affrontare le olimpiadi padane: vivere nell’umido asiatico. Ad esempio, quando rientro a casa alla sera e l’aria condizionata è rimasta spenta tutto il giorno, il pavimento di legno è talmente impregnato di condensa che il piede mi scivola effetto buccia di banana e finisco con il culo per terra. Le zanzare non sono neanche troppo fastidiose, qui vanno alla grande gli scarafaggi giganti che saltano fuori dai sifoni del lavandino

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Le Azioni Parlanti

“L’amore è un film muto: togli il volume e concentrati sui gesti.” Massimo Gramellini Ci penso da un anno a questa cosa delle azioni parlanti. Gramellini lo spiega bene nel suo libro, io cercherò di farvi un sunto. Togliamo il volume alle parole e guardiamo le espressioni, le azioni e i gesti delle persone che ci stanno intorno. Se qualcuno ci dice “Ti amo” ogni momento ma poi è assente, ci tratta come fossimo un mobile comprato e messo nell’angolino della stanza (luminoso e arieggiato, ma sempre di un angolino si tratta) ecco, forse non è amore. A volume abbassato le sue labbra potrebbero aver pronunciato qualsiasi cosa invece che ti amo, tipo: “stirami la camicia” oppure “ho fame di

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Hong Kong: Ombrelli

Piove. In estate ad Hong Kong piove. Monsoni, tifoni, piogge estive, temporali, pioggia ambra, rossa e nera. Ce le abbiamo tutte, una dietro l’altra. Per stare sul pezzo con i colori delle piogge, gli allagamenti, la chiusura delle scuole e tutto quanto comporta vivere in un posto con un clima di merda, ci sono vari mezzi di comunicazione fra cui: L’applicazione dell’osservatorio di Hong Kong che manda avvisi inquietanti di calamità naturali ogni dieci minuti e che io ho mutificato e ovviamente non consulto mai. Gli sms della scuola che avvisano sulle condizioni delle strade, i ritardi dello scuolabus e l’eventuale chiusura, che io leggo in ritardo (chi legge gli sms nel 2018?). Il buon senso (che io non ho).

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