Stelle Cadenti

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“Oggi è la notte di San Lorenzo” dico con un sospiro guardando il cielo.

“Mamma chi è Lorenzo?”

“San Lorenzo. È un Santo, nessuno si ricorda perchè è Santo. Ce lo ricordiamo tutti solo per le stelle cadenti”.

“Mamma non ho capito cosa vuol dire Santo, cosa vuol dire che è famoso per le stelle cadenti e perchè oggi ce lo ricordiamo. Praticamente non ho capito niente.”

Non so se dar la colpa al fatto che viviamo all’estero da troppo tempo, ad un problema di lingua e traduzioni mentali dall’inglese che ormai le mie bambine eseguono automaticamente quando parlano in italiano o alla loro mamma agnostica.

“Allora, partiamo dal Santo. Un Santo è una persona molto buona che aiuta gli altri e che prega tanto ed è convinto che Dio e Gesù lo aiuteranno a realizzare tutti i suoi progetti.”

“Quali progetti?”

“Tipo aprire Chiese nuove, convertire persone alla religione Cattolica, aiutare i poveri.”

“Convertire?”

“Far cambiare religione. Uno crede in un Dio e tu lo convinci a credere nel tuo.”

“Ma quanti ce ne sono di Dio?”

“Tanti…ma per chi crede ne esiste solo uno. Il proprio. Non crede che quelli degli altri esistano. Quindi li convince a convertirsi. A cambiare Dio sostanzialmente.”

“E ma se tutti sono convinti che quelli degli altri non esistono e che solo il loro è vero chi converte chi?”

“Il papà converte gli Euro in Dollari” dice Nene, tanto per creare ulteriore confusione.

“Io a scuola converto i centimetri in piedi” le da corda Emma.

“Lasciamo stare le conversioni…torniamo al Santo bambine.”

“Io ho capito, tipo se presti le tue cose, aiuti i compagni con le tabelline, ubbidisci alla mamma e dici le preghiere sei Santo”.

“Per essere Santo devi essere morto Emma.”

“Devi essere vecchio come il nonno e poi quando muori sei morto Santo” si illumina Nene.

“Alcuni erano vecchi, ma la maggior parte sono stati uccisi molto giovani” di solito lapidati o bruciati vivi, aggiungo mentalmente, “uccisi dai cattivi che non volevano convertirsi, ovvero cambiare religione, cambiare Dio” aggiungo per cementare la parola Conversione nelle loro testoline.

“Sono stati i bad guys, i terrorini di Paris!!” sempre Nene, ovviamente.

“I terroristi stupida!” la corregge Emma.

Sento che da questa discussione sui Santi e le religioni non ne uscirà nulla di buono, cerco di riportare il discorso su binari a me più affini.

“Torniamo a Lorenzo, ok? Lui era un Santo. San Lorenzo si festeggia il 10 agosto. Oggi.”

“Ma perchè è Santo? Com’è morto? Si può vedere una sua foto su Google?”

“Io lo voglio vedere su youtube” sempre Nene, ovviamente.

“Non lo so perchè è Santo, ma ce lo ricordiamo tutti solo per le stelle cadenti. Ogni anno in Italia nella notte del 10 agosto la terra passa vicino ad uno sciame di stelle cadenti, le Perseidi, e noi possiamo vederle. Sono bellissime e molto romantiche” dico, eccitata dal fatto di aver spostato l’argomento da quello religioso a quello scientifico.

“Cos’è uno sciame?”

“Emma lo hai studiato quest’anno, nome collettivo, tipo sciame di api, frutteto, mandria, gregge”

“Ah si, gruppo di robe insieme” robe, penso, robe? Oggetti, cose, animali, piante. L’italiano questo sconosciuto.

“Cos’è un fruttino, una mandra e un … un… un greggio?” sempre Nene.

“Lascia stare Nene, io voglio vedere le stelle, possiamo mamma?”

“Purtroppo è nuvoloso Emma, non si vedono. Ma se domani è sereno le guardiamo. Tanto si vedono per due o tre notti di fila. Quando ero ragazzina con gli amici del lago andavamo a sdraiarci nel campo da tennis del campeggio di sopra per guardarle. Portavamo gli asciugamani e i cuscini, qualcuno portava su le sedia di plastica dal bar, qualche coperta e l’autan. Ci sdraiavamo lì per ore ed ore e cercavamo le stelle cadenti per esprimere i desideri.  Le stelle cadenti li esaudiscono. Ma devi esprimere il desiderio subito con tutto il cuore e non dirlo a nessuno.”

Così eccoci qui, nella notte dell’11 agosto, che probabilmente è San Tizio (un Santo morto in modo trucido e violento che nessuno ricorda), nell’unica serata umida e fredda di questa torrida estate, sdraiate sui lettini solari (perchè l’erba è bagnata)  e fasciate negli asciugamani da spiaggia come crisalidi nei bozzoli.

Se esiste una cosa bella in un piccolo paesino della provincia italiana è il buio. Basta spegnere le luci del giardino e il cielo si illumina di stelle. E a pensarci bene, le mie cucciole non le hanno mai guardate bene le stelle nella perenne illuminazione artificiale delle grandi città in cui viviamo. Mostro loro il piccolo e il grande carro, Cassiopea e la Costellazione del Cigno. Spiego loro che le stelle che lampeggiano si stanno spegnendo e magari, lontano lontano, hanno già smesso di brillare e quella che noi vediamo è la loro ultima luce che viaggia attraverso l’univeso per arrivare a noi, postuma.

Loro vedono costellazioni nuove, inventate, il Castoro, il Cagnolino, la famosissima costellazione della Spada di fuoco e la mia preferita, quella del Pesce tipo orata.

Scambiamo aerei e falene per stelle cadenti. Ridiamo. Rabbrividiamo dal freddo.

E poi eccola. La stella cadente. Parte un ooooooohhhhh sospirato, Emma urla “eccola!” tutta eccitata, Nene non l’ha vista e fa finta di sì.

Ma questa stella è mia. È volata dritta nel mio cuore. L’ho vista in tutta la sua bellezza e velocità. Mi si è schiantata addosso, mi ha attraversato il petto, un intervento a cuore aperto senza anestesia, la sostituzione della valvola aortica, chirurgia mitralica.  Si è fermata giusto un attimo, mi ha guardata negli occhi e mi ha detto: “Sul serio amica mia? Questo è quello che brami con tutta te stessa? Questo è sopra ad ogni cosa che potresti avere, ciò che desideri? Questo è quello che c’è nel tuo cuore?”

E la risposta è stata immediata, lampante e semplice: “Sì.”

Si è caricata sulle sue possenti, millenarie e luminose spalle un pezzo di me ed è volata nel cielo scuro, così buio e nero come solo qui nel paesino della provincia italiana lo potete trovare.

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