Cambogia – Siem Reap

Posted by

Inizio subito con il fornirvi qualche informazione turistica di base, in modo che possiate arrivare qui preparati senza commettere i miei stessi errori.

  1. La Cambogia fa parte dell’Indocina insieme agli stati che stanno in Asia in quelle terre comprese tra l’India e la Cina ovvero Laos, Vietnam, Myanmar e Tailandia.
  2. Ci sono due stagioni ben definite, quella secca dove non piove mai e le mucche sono magrissime e le piscine degli hotel extra lusso sono riempite di acqua di mare salata, e quella delle piogge dove, che ve lo dico a fare, non smette mai di piovere, la giungla si ripopola di animali e la vita riprende. In entrambe le stagioni fa un cazzo di caldo, è umido da fare schifo e si suda copiosamente.
  3. I capelli vi staranno da schifo per tutta la vacanza. Se li avete ricci come me sembrerete una pecora bagnata, se avete la frangetta mi viene da ridere solo a pensarvi. Portatevi tante mollette.
  4. Si suda per l’appunto. Abbondate con le magliette perché il riutilizzo della stessa avvalendosi della rinomata tecnica dell’annusamento sotto l’ascella che porta alla conclusione “questa è ancora buona” qui non funziona, ve l’assicuro. Ci sono in compenso delle meravigliose lavanderie che in 24 ore lavano asciugano e stirano pure i calzini per la modica cifra di 1 dollaro americano al chilo.
  5. Fa caldo, lo avevate capito? Peccato che in tutti i templi sia necessario coprire le gambe e le spalle, sono abbastanza rigorosi in questo. Se come me avete la brillante idea di portarvi solo pantaloncini e canotte allora la prima tappa del vostro viaggio sarà lo splendido ed enorme mercato locale che per carità è divertente e costa pure poco, ma poi me lo dite cosa ve ne fate di 12 paia di pantaloni con elefanti verdi, uccelli gialli, templi stilizzati multicolori e pavoni arancioni? Ricordatevi anche di portarvi magliette bianche da abbinarci perché la maglietta dei Goonies poco ci azzecca con i pantaloni da Guru Indiano.
  6. Non dimenticatevi la biancheria intima, ma chi se la dimentica mai, vi chiederete? Ecco…io. Non so come io abbia fatto a dimenticarmela. Quando preparo la valigia per l’Italia è la prima cosa che ci infilo, completini di vari colori e tessuti da indossare a seconda del vestito. Eppure le ho scordate tutte, reggiseni compresi. Quindi nella mia spedizione al mercato locale per l’acquisto dei pantaloni sono andata alla ricerca di biancheria intima cambogiana. Ne ero estremamente felice in effetti! “Mi prendo qualcosa di super sexy pizzoso, una roba esagerata alla Lanterne rosse o roba del genere!” pensavo ingenuamente. Alla prima bancarella di intimo l’entusiasmo mi ha abbandonata, alla dodicesima mi veniva da piangere. In mezzo a mutandoni ascellari lucidi che facevano le scintille solo a guardarli ed a reggiseni di pizzo con la fascia alta fino all’ombelico questo è quello che sono riuscita a comprare… Il resto aveva dei colori che non sapevo neppur esistessero, scordatevi il bianco e il nero, qui spacca il color tra su de ciuc (vomito da vino rosso per i non milanesi). Il reggiseno indossato mi fa le tette ovali e dure come Wonder Woman, lo indossi e ti vengono i superpoteri, potrei sparare agli Khmer rossi dai capezzoli o imbottire lo spazio rimasto vuoto fra la mia pelle e la coppa super rigida con chili di cocaina e diventare una narcotrafficante miliardaria. Sono indecisa. Le mutande si possono trovare solo nella taglia unica cambogiana, non grandissima peraltro, il mio bel panettone della terza misura si sente un po’ compresso qua dentro. Quindi ecco, niente commenti malevoli sul mio outfit nelle foto che seguiranno.

 

LA CITTÀ DI SIEM REAP

Siem Reap è una piccola città a nord ovest della Cambogia ai confini di Angkor, l’antica capitale dell’impero Khmer dove sono concentrati tutti i templi e le rovine di questa straordinaria civiltà. Quello che non si capisce dalle guide turistiche di solito sono le dimensioni, le distanze e come fare a spostarsi o a raggiungere certi posti. Qui è semplice, tutto è a portata di tuk-tuk: i templi, il mercato, i ristoranti, i divertimenti. L’autista di tuk-tuk di solito vi propone un “contratto di affitto” per tutta la settimana per 10 dollari mezza giornata o 15 tutto il giorno, vi viene a prendere in albergo, vi porta ovunque, vi fa da mini guida turistica, vi sorride molto e propone anche gite di sua iniziativa! Andando in giro in tuk-tuk noterete appese in ogni angolo in ombra delle amache con persone mollemente adagiate a riposare e rilassarsi. Chiunque va in giro con l’amaca portatile e appena è possibile appenderla, ci si stravacca sopra. Esistono addirittura gli “hammock bar” dove al posto delle sedie ci sono delle amache appese sotto un tetto di paglia e tavolini alla distanza giusta per permettere al cliente di dondolarsi senza rovesciare tutto quello che ci sta sopra.

Ci sono molte scuole elementari da visitare, di solito non sono una meta turistica tipica ma io mi ci faccio sempre portare. Un po’ per far capire alle mie bimbe quanto siano fortunate e un po’ perché nel sorriso e negli occhi dei bambini ci sta la vera gioia e allegria di una popolazione. Quindi armatevi di mollette per capelli, pennarelli, palloni e bambole e andate a scuola. Di solito le lezioni si interrompono, le maestre chiacchierano e i bambini, che pur non parlano una parola di inglese, magicamente giocano con i vostri nel playground, vi danno un sacco di high five e di sorrisi da bastarvi per un anno intero.

 

 

La via principale di chiama Pub Street, costeggia un lato del mercato dove potete comprare di tutto: vestiti, scarpe, frutta, carne pesce, regalini e ovviamente mutande. Questa è la zona più vivace della città piena di ristoranti e bar, centri massaggi (5 dollari per un’ora) e purtroppo, tanti mendicanti senza braccia o gambe che, abbandonati a sé stessi dal governo dopo la terribile rivoluzione contro il regime Khmer, non possono far altro che contare sul buon cuore dei turisti.

 

ANGKOR E I TEMPLI

Angkor, l’antica capitale del grande impero Khmer, è senza ombra di dubbio una fra le più incredibili meraviglie del mondo e un sito di grandissima importanza archeologica. All’interno della giungla più fitta, nelle pianure calde e pigre della Cambogia nordoccidentale, i suoi venerabili templi trasportano il visitatore in un misterioso, affascinante passato di grandezza e gloria. (Cit. Guida Mondadori)

Non si poteva definirlo meglio. Davvero un posto magico e grandioso. I siti archeologici sono 13, fortunatamente è possibile acquistare il biglietto per tre giorni, perché fa caldo, si cammina molto e ai bambini non frega una mazza di vedere le rovine del XII secolo quindi noi abbiamo visitato solo tre dei tredici siti archeologici, quelli di maggior importanza per dimensioni e maestosità.

Io con le danzatrici Apsara, i miei bei capelli ricci, i pantaloni cambogiani e le tette a punta

ANGKOR WAT: è il più grande complesso religioso al mondo. La sua pianta è basata su un mandala e al centro si innalza un tempio di 5 torri a forma di bocciolo di fior di loto. Sulle pareti del tempio sono spesso raffigurati gli dei induisti, momenti di vita, di guerra e le meravigliose danzatrici Apsara di cui vi parlerò più avanti.

 

 

 

 

 

 

ANGKOR THOM: Questa è un’antica città circondata da mura alte 8 metri con 5 porte di ingresso. Al centro si innalza il Bayon, tempio-montagna a forma piramidale che si inerpica su tre livelli ed è formato da 54 torri e 200 enormi ed enigmatiche facce di pietra che rendono questo uno dei posti più incredibili dove io sia mai stata.

 

 

 

 

 

TA PROHM: questo fra tutti è il mio preferito. Posto evocativo, misterioso e magico. Era un monastero buddista costruito nel cuore della giungla cambogiana. La restaurazione di questo sito archeologico va a rilento rispetto al resto perché la giungla ha avuto il sopravvento sul cemento e le radici dei banani, dei fichi e di tutte le altre piante hanno soffocato gli edifici dando a quest’area un’atmosfera magica da film futurista (qui sono state girate alcune scene di Lara Croft: Tomb Rider).  Imperdibile.

CIBO (ovviamente)

In quanto persona amante del cibo, parte imprescindibile della vacanza per me è assaporare le prelibatezze locali. Ricordatevi solo che qui l’acqua, la frutta, la verdura e il cibo pullulano di batteri cambogiani e aimè il vostro intestino è stato pensato, programmato e costruito in Italia. Suggerirei l’assunzione di flotte di fermenti lattici che evitino di passare la vacanza dei bagni pubblici cambogiani che ve l’assicuro, non sono per niente un bel posto dove stare.

Ecco alcuni dei piatti tipici locali.

Khmer Amok: curry dolce/piccante con latte di cocco e foglie di Noni (pianta locale dalle proprietà benefiche/magiche), snakehead murrel (un pesce chiamato Channa striata che sembra un serpente con la testa grande) e tofu servito con una salsa al tamarindo e riso. Molto buono.

Khmer Lok Lak: striscioline di carne o pollo saltate in padella con pepe di kampot, pomodoro, cipolla, sedano e lattuga servito con salsa piccante e riso. Sarà che era la stagione secca e le mucche sono magre, ma la carne era ciccosa e poco gustosa. Buttatevi sul pesce!

Khmer Curry: curry piccante con latte di cocco carne, pollo o tofu a scelta, servito con la solita salsa al tamarindo e riso.

K’damm mrek Kep: granchio al pepe di Kep con salsa all’aglio e verdure saltate in padella. Buono, se il granchio non fosse stato vuoto…ho provato a lamentarmi ma tre camerieri diversi mi hanno assicurato che la particolarità di questo rinomato piatto della cucina cambogiana sta proprio nella sorpresa di girare il granchio e trovarselo vuoto!

Bok l’hong: insalata piccante con papaya, basilico, arachidi, pomodoro e pesciolini secchi, molto saporita e deliziosa. Ottima anche nella versione con mango e foglie di banana.

 

 

Per chi poi non li conoscesse, suggerisco sempre di provare i Morning Glory, verdure indocinesi dal sapore unico cucinate con l’aglio, il classico riso con ananas (che non allappa la lingua e non punge come quello che importiamo in Italia) e le bananine locali, piccole, dolci e non pastose. Yummy.

Morning Glory
riso con ananas

 

 

 

 

 

 

 

 

Per i coraggiosi, potete fare una merendina di ragni, scarafaggi e scorpioni arrostiti, se non ve la sentite allora vi consiglio il gelato del Fifty5, mai mangiato un gelato buono come questo fuori dall’Italia, cremoso e ricco di sapore, fidatevi, ho il Master in mangiatrice di gelati.

Ultima chicca, la birra locale è molto buona e costa un dollaro. Se prendete la Angkor beer in lattina state attenti alla linguetta quando la strappate, se trovate un timbro con una R verde avete vinto una birra gratis!

BENEFICENZA E POVERTÀ

La Cambogia è uno dei posti più poveri dove sia mai stata. La gente è sorridente e gentile, ma si respira anche disperazione e abbandono. Il governo fa i soldi e se li tiene, la gente dipende in tutto e per tutto dal turismo. Qui però ho trovato tante attività avviate utilizzando soldi presi da associazioni umanitarie che con il tempo si sono rese socialmente utili ed economicamente autonome. Esempio sono due ristoranti: Haven e Spoons. Il primo nasce da una coppia svizzera, venuti in vacanza in Cambogia se ne sono innamorati e hanno deciso di rimanere per sette mesi come volontari in un orfanotrofio. Si sono accorti che questi bambini crescendo non avrebbero avuto alcuna possibilità di istruzione e lavoro, così rientrati in Europa hanno iniziato insieme all’associazione Dragonfly a raccogliere soldi sufficienti all’apertura di questo posto che è si un ristorante, ma soprattutto una “scuola per ristoratori” dove vengono istruiti i ragazzi provenienti dagli orfanotrofi e dalle zone povere rurali. Oltre tutto, qui ho mangiato il miglior cibo di tutta la vacanza, provate per credere.

Spoons funziona nello stesso modo, l’associazione alle spalle di questo ristorante è americana, Michael il responsabile, super simpatico ed affabile, è stato molto gentile e divertente nell’introdurci la scuola per chef e ristoratori creata nel 2012. I numeri di questa scuola sono nettamente in crescita aumentando del 30% lo stipendio medio di questi ragazzi dei quali alcuni (il 47%) ha continuato gli studi dopo questa esperienza di un anno.

In ultimo la scuola di artigianato locale dove i ragazzi imparano a scolpire la pietra, il legno, a creare metalli intarsiati ricoperti di argento, a decorare la ceramica, a creare gioielli, a filare la seta. Ovviamente ho comprato qualunque cosa, casa mia ora sembra un tempio buddista!

 

VILLAGGIO GALLEGGIANTE

Chong kneas è un villaggio sulle rive del lago Tonlé Sap. Mi correggo, non si trova sulle sue rive ma sulle sue acque. Il villaggio galleggia su immense zattere, la scuola galleggia, il tempio galleggia e pure il pub, il market, la chiesa, l’orto, la fattoria, il pollaio. Tipo, se ti manca lo zucchero per andare a chiederlo al vicino ci devi andare in barca. L’acqua del lago passa da essere giallognola e bassa mezzo metro nella stagione secca a 12 metri di profondità e azzurra cristallina nella stagione delle piogge. L’intero villaggio vive di pesca, solo che a furia di pescare non ci sono più pesci. Durante le piogge tanta gente muore. I bambini orfani stanno a vivere nella scuola accuditi da tre donne volontarie del villaggio, anche i maestri sono ovviamente volontari non pagati. Questi bambini non corrono mai. Non c’è posto che permetta loro di correre, se avete figli potete capire la portata della notizia. Ormai vivono solo dei soldi che arrivano dai turisti e da quello che riescono ad auto produrre dalle zattere (poco). Quindi andate a visitare questo villaggio incredibile, comprate il riso per la scuola, donate a cuor leggero tutti i dollari che avete in tasca e siate grati di poter correre e andare in bicicletta. Anche solo per questo.

villette a schiera
Orto
Pollaio

 

 

 

 

Scuola
Bimbe con le mollettine nuove e bimbe senza piu’ mollettine 🙂

 

DIVERTIMENTI

Ho lasciato la parte divertente per ultima per farvi arrivare fino alla fine! Assolutamente da vedere il circo cambogiano, in un tendone rovente stipato fino all’inverosimile di gente, questi ragazzi eseguono numeri che neanche il cirque du soleil. Bravi, divertenti e simpatici.

Se piove o avete bambini il museo Eye trick è sempre divertente, questo di Siem Reap è per altro il più grande dove io sia mai stata. Preparate la macchina fotografica e siate pronti ad entrare nella parte!!

Angkor zip line è un eco-park costruito nel cuore della giungla (l’unico posto dove non si arriva con il tuk-tuk). Camminando su ponti traballanti e volando sulla zip line si attraversa la giungla da un albero millenario ad un altro ad un’altezza che varia dai 30 ai 40 metri a seconda della pianta. Super divertente! Sconsigliato se soffrite di vertigini.

Si racconta che le danzatrici Apsara siano mezze donne e mezze dee, di una bellezza e una grazia incantatrice, la loro danza sensuale smuove ormoni che manco Shakira con il suo movimento di bacino ipnotico riesce a fare. Ecco, parliamone. Prima di tutto la musica, uno strimpellio di campanelli e xilofono e una voce lamentosa che pare un rosario, piacevole come il graffio di unghie sulla lavagna. Una lagna da picchiare la testa contro il muro. E poi loro, muovono mani, piedi e testa tenendo immobile il corpo dal collo al bacino. Come fa ad essere sexy una danza che non muove il bacino? Non una sculettata, non una scekerata di tette, niente. In più care amiche, si imbottiscono il culo. Avete capito bene. Si riempiono di gomma piuma per farsi il finto culotto. La rivincita di noi con il panettone naturale. Usciamo tutte e sculettiamo, portiamolo in giro con orgoglio, sapendo che una parte del mondo ce lo invidia, se lo fa finto e non sa neppure muoverlo! E ricordatevi che se pur qualcuno le trovasse sexy, una volta spogliate hanno sotto l’intimo cambogiano!

culi imbottiti

 danzatrice Apsara

 

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *