Il Monastero Dei Diecimila Buddha

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“Buongiorno bimbe, oggi andiamo a fare una gita! Yeah!”

“Dove?” chiede Emma con fare sospettoso.

“In un posto bellissimo, al Monastero dei diecimila Buddha”.

“Ci vai tu a vedere i Buddha, a me non interessano” mi risponde.

“Uuuuuhhh, bella gita a Pupuland, grazie tante” rincara la dose Nene.

Direi che siamo tutti dello spirito giusto, positive e solari, entusiasmo a mille, pronte per affrontare i 30 gradi umidi e il lungo tragitto che ci aspetta.

Il Monastero dei Diecimila Buddha (Man Fat Sze) si trova a Sha Tin nei New Territories.
Edificato negli anni ’50 dal monaco Yuet Kai, questo monastero raccoglie più di 13mila statue del Buddha di dimensioni diverse, ognuna differente dall’altra.

Il monastero ha cinque templi, quattro padiglioni, una veranda e una pagoda, è abbarbicato su una collina di bambù in due livelli, la qual cosa significa che oltre a 13mila statue del Buddha ci sono pure 431 gradini da fare sotto la caldazza. Aveva ragione Nene, siamo a Pupuland.

Però è bellissimo. I piccoli Buddha dorati all’interno dei templi sono molto suggestivi e le statue a dimensione naturale che costeggiano la camminata sono divertenti e stravaganti. Ecco una carrellata di foto, non le metto tutte perché se no il Menego (amministratore del mio blog) mi sgrida. E poi se le volete vedere mi sembra giusto che vi facciate qualche scalino pure voi. Hop Hop.

Per la serie, Gli Ammalati, troviamo qui sotto “zio porco la cervicale!” seguito dal mio preferito (per ovvi motivi) “Che male al ginocchio, cambierà mica il tempo?” per concludersi con il noto a tutti “Lo sapevo che non dovevo mangiare piccante”.

zio porco, la cervicale!
Che male al ginocchio, cambierà mica il tempo?
Lo sapevo che non dovevo mangiare piccante

Per la serie Hollywood, tenetevi forte, abbiamo dei pezzi grossi del cinema.

Direttamente da Qulcuno volo’ sul nido del cuculo, Vincent Schiavelli dorato!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Kabir Bedi prima di diventare Sandokan

 

 

 

 

Il Maestro Shifu
Il Diavolo
Igor

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il vanitoso

 

Se tutti questi scalini vi avessero mosso l’appetito, nei pressi c’è questo ristorantino carino che si chiama Shatin Inn – la casa del Satay, molto alla mano, con un grazioso dehor dove assaporare le delizie indonesiane. Attenzione però, lo suggerirei ad intestini pronti per il cibo autoctono…diciamo che viste le condizioni della griglia, potete immaginarvi da soli i batteri cinesi far festa nel vostro pancino. Però ragazzi, buoooniiiii.

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