Zero Waste

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Gennaio è il mese dei buoni propositi. Poi arriva febbraio e ci si distrae, si perde mordente, la vacca va nelle verze e i buoni propositi nel cesso.

Facessi tutto l’elenco degli obiettivi prefissati a gennaio e mai raggiunti, non mi basterebbero 2 blog!

  • Voglio fare più sport, mangiare meno schifezze e ovviamente dimagrire.
  • Voglio essere meno intransigente.
  • Voglio avere più pazienza con le bimbe.
  • Voglio essere meno pigra.
  • Voglio uscire più spesso e conoscere gente nuova.
  • Voglio imparare a suonare uno strumento.
  • Voglio aiutare gli amici in difficoltà.
  • Voglio lavorare di più.
  • Voglio fare più sesso.
  • Voglio trovare la cura contro il cancro.
  • Voglio salvare il mondo dall’inquinamento.
  • Voglio andare alle olimpiadi.

Sono pure stufa di lamentarmi delle cose e non fare niente in proposito. Come direbbe Puffo Brontolone:

“Io oooodio la gente che si lamenta!”

Ogni volta che viaggio per il mondo e trovo le spiagge sporche, piene di bottiglie di plastica e sacchetti volanti, ogni volta che compro la carta igienica avvolta rotolo per rotolo in una pellicola trasparente, ogni volta che compro i biscotti impacchettati a due a due, ogni volta che guardo il bidone delle cialde monouso del caffè, mi sento male. Maledico tutti i supermercati che insistono nel vendere questi prodotti, maledico i produttori che non si inventano un modo migliore per impacchettare le cose, maledico chi non ricicla.

Poi in sostanza, a parte usare la borraccia per l’acqua invece che la bottiglietta di plastica, spegnere la doccia mentre mi insapono, mangiare poca carne e lamentarmi, non faccio una cippa di niente.

Spesso faccio vedere dei video alle mie bambine. Chiamiamoli video motivazionali, dove le cose belle succedono, dove le persone fanno cose piccole e meravigliose, dove le donne ottengono quello che si meritano, dove le persone mettono giù il telefono e si parlano, dove le azioni contano. Ispirazione. Quello che va per la maggiore in questi giorni è il video di questa bimba svedese di 15 anni, Greta Thunberg che non va a scuola per protestare contro il cambiamento climatico. Ha fatto così tanta notizia che ridendo e scherzando, per dare una botta di colore e popolarità all’evento, i politici di turno hanno deciso di invitarla a parlare alla United Nations Climate Change Conference. Questa giovane donna ha preso a schiaffi tutti i politicanti presenti alla conferenza, ma anche noi che ci lamentiamo della plastica, dei terremoti, delle bombe d’acqua, dello scioglimento dei ghiacci. Ha preso a schiaffi me.

Così quest’anno ho deciso di fare qualcosa, si smetterla di lamentarmi, di farmi ispirare da questa meravigliosa bambina svedese, di dare un esempio pratico alle mie figlie, che vorrei crescessero con l’idea che loro contano, che UNO fa la differenza, che le azioni valgono molto più di mille parole. Perché in effetti basta proprio poco per migliorare un poco le cose.

Così mi sono mossa. Un paio di ore su internet e si scopre un mondo parallelo se si ha voglia di cercare. Il movimento Zero Waste esiste da decenni e, oltre a lamentarsi e a cercare di far riciclare i rifiuti alla gente e bandire la plastica ai comuni, aiuta noi “umani” a produrre meno rifiuti, a comprare meno plastica (le alternative esistono eccome).

Ecco i miei primi acquisti del 2019 per salvare il mondo (o per lo meno fare la mia parte).

Partiamo da dietro. Nel contenitore trasparente grande trovate il mio detersivo per la lavatrice, ci metto 10 minuti a “cucinarlo”, non inquina, lava, profuma, disinfetta e soprattutto non compro più bottiglione di plastica (che pure pesano).

La boccettina viola contiene il deodorante, per questo mi ci vanno ben 15 minuti, non ha dentro porcherie chimiche (stai a vedere che diminuiamo pure il rischio del cancro al seno…) e risparmiamo sempre su contenitori di plastica. Questo di solito lo lavo, sterilizzo e riuso. Ma ultimamente lo metto direttamente dentro piccoli contenitori di vetro e lo spalmo con il dito. Fighissimo!

Davanti al deodorante, quel funghetto marroncino che sembra un dolce al caramello in realtà è shampoo solido. Funziona alla grande anche se secca un po’ e devo comunque usare il balsamo. State tranquilli, sto lavorando sulla ricetta del balsamo!

In prima fila, potete riconoscerla, fa la sua comparsa la cialda riutilizzabile per la macchina del caffè. Devo essere sincera: il caffè viene uno schifo! Ci sta troppa poca miscela dentro e il sapore è acquoso e imbevibile. Ovvio, posso sempre tornare alla mia vecchia e cara moka o comprare una macchinetta che usa il caffè in grani. Lo macini, lo lasci tostare mentre fai qualcosa di piacevole in casa e poi ti bevi un bel caffè cremoso senza sostanze cancerogene presenti nell’alluminio e senza produrre rifiuti.

Gli ultimi tre sono gli acquisti fatti tramite lo Zero Waste movement.

Cotton fioc e spazzolini da denti biodegradabili di bambù e fogli di cera d’api da utilizzare al posto della pellicola per la conservazione dei cibi nel frigorifero. Ci sono di varie dimensioni, basta premere sui bordi e si appiccicano fra di loro sigillando qualsiasi cosa ci sia dentro. Questa palla per esempio è il cavolfiore avanzato, si conserva benissimo e non puzza. Anche il panino nello zaino delle bimbe regge bene e pure sopra ai piatti per conservare gli avanzi della cena.

Basta Puffi Brontoloni.

GO GREEN ZERO WASTE!

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