Hong Kong: Compleanni Moderni

I compleanni dei bambini sono sempre stati un evento. Quando eravamo piccoli, le feste erano tutte uguali e divertenti. Si facevano rigorosamente a casa del festeggiato, si mangiavano panini al latte con prosciutto cotto o salame tenuti insieme con lo stecchino, patatine, succhi di frutta e Coca Cola con la caffeina. Nessuno, a mia memoria, aveva allergie. Giocavamo tutti insieme e nessuno si annoiava. Andavamo in cortile con la palla, l’elastico e la corda, anche in inverno. Nelle feste più organizzate c’era la caccia al tesoro. Organizzavamo spettacoli da far vedere ai genitori che erano sempre presenti, stavano seduti sul divano a chiacchierare fra di loro e non si impegnavano ad intrattenere i bambini. Al giorno d’oggi organizzare una festa

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Hong Kong: La Pazienza Delle Mamme

Tutti dicono che la pazienza la si impari quando si diventa mamma, ed evolva con l’età del bambino. Inizia da subito, durante le ore di tortura del travaglio. Quando ti dicono di respirare e di non contrarre la pancia, che passa, sono solo un paio di ore (o di giorni per le meno fortunate) che poi mica stai morendo, stai dando alla luce un bambino. Quindi respira, urla parolacce, pensa le peggio cose riguardo a tuo marito che ti ha fatto questo, odia l’ostetrica, spegni la luce, accendi la luce, cammina, sdraiati, manda a cagare l’infermiera con il succo di frutta, ma mi raccomando, porta pazienza. Le notti passate a camminate per la casa fredda e buia con il fagottino

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Macao: Nate Per Il Trash

Andare a Macao è come intraprendere un viaggio spazio-temporale. Adoro questa città, un guazzabuglio di culture, a metà strada fra una decadente Lisbona, una brutta cittadina cinese e Las Vegas. Esci e inizi a passeggiare fra le stradine in salita pavimentate con il tipico mosaico portoghese, in mezzo a palazzine che cadono a pezzi alternate da case coloniali ristrutturate con colori caldi e accesi, platani secolari,  nomi delle strade scritti in portoghese e cinese dipinte su Azulejos. Arrivando qui dalla Cina ci si sente un poco a casa, le numerose chiese che si incontrano camminando,  il suono delle campane e la via pedonale piena di negozi che sfocia nella piazza delle rovine della chiesa di Sant Pau hanno il tipico aspetto

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Shanghai: Unghie, Plastica Tossica E Mamme Isteriche

Mia figlia ha iniziato a mangiarsi le unghie. Lo so lo so è una cosa che capita crescendo e poi passa. Ma per me, accanita mangiatrice di unghie dall’età infantile fino ai ventinove anni, è stato un trauma. Ricordo ancora il piacere del rosicchiamento, lo sventramento delle pellicine fino al sanguinamento, lo sfogliamento dell’unghia in strati  fino alla radice e lo stappo finale, dolorosissima pena autoinflitta. “Amore mio come mai non riesci a smettere?” Come se non sapessi già la risposta. “Mamma ma io non mi accorgo neanche di mangiarle, ma lo faccio sempre. Ieri ho mangiato anche quelle dei piedi.” AAAAARRRRGGGGHHHH “Sento il nervoso nei denti e ho proprio voglia di sgranocchiare qualcosa” “Va bene per ora prendi questo

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